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Qualcosa in più [Fabriqué]

Qualcosa in più.

(perché sì, vedo arcobaleni e unicorni ovunque, sto implodendo e sto scoppiando d'amore per questi due idioti. Forse sì, in effetti sono più idiota io a scrivere certe cose, ma chi se ne frega, sono felice così, lasciatemi nel mio amore)



– Vuoi dirmi che cosa è successo?
A Gerard basta poco per accorgersi quando l'umore di Cesc non è dei migliori. Basta guardarlo negli occhi. Che diamine, si conoscono da almeno dodici anni, quando erano ancora due pulci – beh Gerard non è mai stato una pulce in effetti – che giocavano a correre dietro una palla senza immaginare che sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbero fatto sul serio e sarebbero stati i più forti dell'Europa e del mondo.
Mentre nello spogliatoio l'euforia è alle stelle – Sergio e Fernando stanno persino improvvisando un balletto finto-aborigeno completamente nudi, Iker è dietro Xabi al telefono con Stevie e continua ad urlargli nell'orecchio – Cesc è in disparte, con gli occhi fissi nel vuoto.
Non è certo lo spumante che ha bevuto – mezza bottiglia, senza nemmeno il bicchiere, mentre il resto è finito addosso ai loro compagni che ridevano e scherzavano.
E no, non è così taciturno perché è talmente sconvolto dal fatto che ce l'abbiano fatta per la terza volta di fila. Gerard lo conosce troppo bene.
– Nulla.
Quando fa il vago in questo modo, vuol dire che probabilmente è seriamente incazzato e che sarebbe meglio lasciarlo in pace fino a quando non deciderà di vuotare il sacco di sua spontanea volontà.
Villa gli si avvicina con un sorriso enorme e, fingendo che l'asciugamano bagnato sia un microfono, lo prega di rilasciare una dichiarazione per la loro vittoria. Vederlo tornare nuovamente di buonumore destabilizza un po' Gerard, sa che è perfettamente inutile essere geloso di Villa, che è loro amico e che non si metterebbe mai in mezzo a loro due.
Però...
Aspetta che Cesc si liberi dal compagno, gli va vicino e gli mormora all'orecchio.
– Voglio scoparti sotto la doccia. Adesso. Aspettiamo che gli altri escano.
Lo sente chiaramente rabbrividire, anche se cerca di non farglielo capire. Fosse per Gerard, lo scoperebbe anche adesso, chi se ne frega se gli altri dovessero sentirli, ha una voglia pazzesca di spingere Cesc contro il muro e di scoparlo fino a fargli avere due o tre orgasmi di fila.
– Mh, non possiamo, lo sai. Ci aspettano fuori!
È una novità che si comporti in questo modo, Gerard non riesce proprio a capire per quale motivo stia facendo così il difficile. Oltretutto si sta comportando così solo con lui, con gli altri è sorridente e allegro – e che cazzo, hanno vinto gli Europei, ovvio che deve essere felice!
– E comunque non mi piace che David ti tocchi in quel modo! Digli di smetterla.. – gli sussurra mettendogli un braccio attorno al collo quando, dopo almeno altri tre quarti d'ora di casino, stanno salendo sul pullman. Il suo tono è scherzoso, come ad ignorare il muso lungo di Cesc.
– Fottiti. – è la risposta acida dell'amico.
– Preferirei farlo con te! – il sorriso strafottente di Gerard si spegne all'occhiataccia di Cesc, che si libera di lui con uno spintone e raggiunge il suo posto.
Si ostina a dargli le spalle anche se sono seduti l'uno vicino all'altro. Il tempo per arrivare in albergo è abbastanza sufficiente per permettergli di farsi un esame di coscienza accurato, che però non riesce a rispondere al suo quesito. Che diamine avrà fatto per meritare tanta indifferenza?
Una volta arrivati in albergo, i festeggiamenti proseguono ancora per un'oretta, anche se la maggior parte di loro inizia ben presto a dare forfait e a rientrare nella propria stanza, esausta dopo quella che è stata una giornata veramente distruttiva.
Cesc e Gerard, al solito, dividono la stessa stanza, come sempre da quando entrambi hanno iniziato a giocare in Nazionale. Ormai è una consuetudine consolidata da anni, alla quale non hanno mai voluto rinunciare.
Stavolta però non c'è niente di bello a dividere la stanza col suo migliore amico – e amante di una vita – pensa Gerard mentre lo osserva spogliarsi per mettersi il pigiama. Deve assolutamente fare qualcosa, il suo silenzio
– Okay, senti, probabilmente ho fatto qualcosa di male, ma sono troppo una testa di cazzo per capire cosa. E sto anche morendo di sonno e dalla voglia di fare l'amore con te, perché abbiamo vinto gli Europei e cazzo, questa è la nostra notte, quindi facciamo che ti chiedo scusa qualsiasi stronzata abbia combinato e ti prego... perdonami!
Si ferma un attimo per riprendere fiato: non ha nemmeno idea di tutte le parole che ha sciorinato nel giro di tre secondi, sa solo che non sopporta l'idea di Cesc incazzato con lui.
L'altro si volta verso di lui con uno sguardo ferito che è come una pugnalata allo stomaco.
– Dovevi proprio baciarla davanti a tutti?
Poche parole, sputate in faccia come un colpo di pistola.
Non c'è nemmeno bisogno che specifichi di chi sta parlando.
Shakira.
Gerard apre la bocca tentando di commentare, anche se non sa esattamente cosa dire: lei è ufficialmente la sua compagna, era lì per la partita, per lui ed era inevitabile che si scambiassero un bacio dopo la vittoria.
La verità è che a Cesc non è mai andata giù quella storia, copertura o meno. E se ha accettato stoicamente il fatto che la loro fosse destinata ad essere una relazione segreta – e poi anche lui ha una ragazza – Gerard sa che comunque continua a fargli male il modo in cui sono costretti a nascondersi.
E il bacio in pubblico, davanti a lui, quel bacio che doveva essere per lui, non ha fatto altro che riaprire la ferita.
– Ah no, dimenticavo, lei è la tu vida, giusto?
Sottolinea quelle due parole quasi con disprezzo, invidia e rancore. Ha letto ciò che ha scritto su Twitter, ovvio. Improvvisamente quella che doveva essere la notte più bella della sua vita diventa qualcosa di straziante, alla quale vorrebbe mettere fine con molte ore di sonno. Ore di sonno inutili, considerato che, quando si sveglierà, il problema sarà sempre lì ad aspettarlo.
– Non dire così. Non farlo.
– Beh, perché? Guarda che non è un problema se vuoi stare solo con lei, me ne farò una ragione!
Gerard gli si avvicina e gli prende il viso fra le mani.
– Tú eres mi vida. Sólo tú.
Lo bacia sulle labbra, vincendo ogni sua resistenza, mentre lui gli infila una mano fra i capelli e li tira senza fargli male.
– Dillo di nuovo.
– Tú eres mi vida.
Glielo ripete ancora, mentre gli toglie la maglietta e fa scivolare a terra i pantaloni.
Mentre gli bacia il collo, il petto e poi le labbra, scivolando sul letto insieme a lui e alzando le braccia perché Cesc gli tolga la maglietta.
– Ti voglio.
Continua a baciarlo senza sosta, mentre le sue mani corrono a toccare Cesc ovunque, fino a stimolargli il sesso oltre gli slip. Sente che Cesc è eccitato almeno quanto lui, l'adrenalina brucia il sangue, così come l'alcool che hanno trangugiato per festeggiare negli spogliatoi.
E sono loro, e si amano, e sono ognuno la vita dell'altro.
– Dios, Geri.
La voce di Cesc si è abbassata di almeno due ottave, è bassa e gli solletica l'orecchio. Sente che l'amico lo sta masturbando lentamente, per farlo godere poco a poco.
– Lo sai che così mi farai impazzire? – mormora Gerard.
– Lo so.
Lascia che continui a toccarlo, masturbandolo a sua volta e occupandosi del resto del suo corpo con la bocca, giocando con i suoi capezzoli e lasciando una scia di baci fino all'ombelico.
Inizia a penetrarlo con cautela, prima usando le dita e poi il sesso, scivolando dentro di lui dolcemente e trovandosi nel suo corpo come se solo quello sia il posto che davvero gli appartiene.
Cesc guida i suoi movimenti quasi implorandolo di fare piano e poi di andare più veloce, fino a quando raggiunge un orgasmo che trattiene fra i denti, quasi non volesse fare scappare quella sensazione dal proprio corpo.
– Tú eres mi vida! – Gerard lo ripete ancora, anche a costo di sembrare sdolcinato. Lo mormora lentamente, poi scandisce per bene le lettere prima di raggiungere anche lui l'orgasmo e di accasciarsi, sudato e accaldato, sul corpo si Cesc.
È la loro notte, questa.
Sono loro, sono insieme, hanno appena vinto gli Europei e non potrebbero chiedere nient'altro di più alle loro vite.
Addormentarsi l'uno avvinghiato all'altro è solo un altro premio, qualcosa in più da chiedere ad una notte che ha già dato tanto, ma che, a quanto pare, non vuole smettere di essere generosa e benevola.

Comments

( 5 comments — Leave a comment )
(Deleted comment)
ladyaika
Jul. 2nd, 2012 09:59 pm (UTC)
Sono contenta di aver formato una nuova adepta! *la coccola*
Sono bellissimi, vero?? **
playboycocaine
Jul. 2nd, 2012 10:47 pm (UTC)
Aika. Sto leggendo qualcosa relativo alla Spagna. E ai suoi calciatori. Mi stai traviando il cervello.
(Ma è beeeeeeeeella ç________ç)
ladyaika
Jul. 3rd, 2012 02:11 pm (UTC)
^__^
Traviamoci insieme <3
sereilu
Jul. 3rd, 2012 07:36 am (UTC)
Penso che potrei morire seduta stante.
Il soccerdom mi ucciderà.
Da quando sono entrata in questo mondo sono rimasta particolarmente sconvolta.

Passando alla storia: Mi sono innamorata della Fabriqué.
Grazie <3
ladyaika
Jul. 3rd, 2012 02:11 pm (UTC)
Morire di soccerdom sarebbe bello (ma anche no).
Il soccerdom è bello.
La Fabriqué è stupenda, quando il cervello (??) di Geri ragiona.
( 5 comments — Leave a comment )

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